Il Demand Planner: una figura chiave all’interno della Supply Chain

Il Demand Planner: una figura chiave all’interno della Supply Chain

Il post di questa settimana è dedicato alla figura professionale del Demand Planner. Si tratta di un professionista, di solito un ingegnere gestionale, pagato per fare analisi dei dati di vendita e formulare previsioni sulle vendite. Tra le sue mansioni figurano anche la gestione dei prodotti o dei servizi che vengono offerti alla clientela. Ma quali sono le mansioni specifiche di questo lavoro? Che genere di responsabilità sono attribuibili a chi è stato assunto in questa posizione? Che percorso formativo deve intraprendere chi vuole svolgere questa professione? E, infine, aspetto non secondario, che stipendio percepisce chi intende svolgere questo lavoro?

Le mansioni

La Shelf Life di un prodotto, ovvero il lasso di tempo in cui il singolo prodotto rimane sullo scaffale del negozio prima di essere venduto, rappresenta uno degli aspetti principali che il Demand Planner deve tenere in considerazione quando svolge il suo lavoro. Per poter svolgere al meglio il proprio incarico è necessario essere specializzati quanto più possibile nel settore in cui si opera, in particolare spetta a questa figura la gestione della qualità del prodotto (che deve mantenersi immutata per tutto il tempo di giacenza in magazzino) e il monitoraggio degli stock.

Le responsabilità

Per quanto concerne il capitolo responsabilità, egli spazia un pò su tutte le funzioni aziendali a livello di marketing, vendite, produzione e customer service, compresa la gestione della distribuzione stessa. Per svolgere queste attività con successo, è indispensabile:

-uno studio costante della domanda di mercato;

-un’analisi di benchmarking;

-un’adeguata gestione di qualsiasi tipo di criticità.

Le competenze richieste

Tra le competenze richieste a questo professionista ci sono la capacità di realizzare una quanto più adeguata e verosimile previsione delle vendite. Considerando anche la presenza di eventuali campagne promozionali o diminuzione dei prezzi

Sono indispensabili, inoltre, ottime doti organizzative, propensione al problem solving e analisi dei dati attuali da confrontare con gli storici degli anni passati. Senza trascurare anche un eccellente inclinazione nei confronti delle relazioni interpersonali

Il ruolo della tecnologia

Il Demand Planner può trarre grande vantaggio dall’utilizzo della tecnologia. Per tenere sotto stretto controllo le analisi di mercato, le vendite e la pianificazione degli acquisti, infatti, sono necessarie un certo tipo di competenze anche in ambito informatico e tecnologico[1].

Pianificare in modo sincronizzato

L’obiettivo del Demand Planner è quello di riuscire a realizzare una corretta pianificazione. Questo risultato produce degli effetti positivi sia in termini economici, che in termine di stoccaggio delle merci. Basti pensare, ad esempio, ad una drastica riduzione degli sprechi

L’utilizzo di algoritmi matematico-statistici associata all’utilizzo di un portale internet dedicato interamente per la rete commerciale e di uno strumento per l’analisi dei dati aggregati è il connubio perfetto per raggiungere i risultati prefissati, ma anche per agevolare i processi di produzione in modo dinamico ed efficiente. 

Pianificare in modo sincronizzato, utilizzando strumenti all’avanguardia e coinvolgendo tutti i reparti della produttività aziendale è la strategia migliore per l’azienda che ha l’obiettivo di ottenere dei profitti soddisfacenti. E tutto questo è possibile solo grazie all’intervento della digitalizzazione del Demand Planner.

Personalizzare un prodotto

Le ultime analisi di mercato hanno dimostrato come la clientela finale sia sempre più orientata all’acquisto di prodotti personalizzati sulla base delle proprie esigenze. Di conseguenza, si è potuto notare una partizione della domanda in molteplici sezioni, ognuna con una richiesta specifica. Questo trend presuppone una modifica radicale rispetto alle tendenze degli ultimi decenni.

Il Demand Planner assume un ruolo strategico in tal senso. Saper analizzare in tempo reale le ultime tendenze di mercato è una competenza assolutamente imprescindibile per questa figura professionale.  Ma lo è anche riuscire a individuare dei prodotti specifici per ogni tipologia di richiesta. E per ottenere dei buoni risultati in tal senso, il Demand Planner non deve solo soffermarsi allo studio dei dati acquisiti, ma anche al confronto trasversale con il consumatore finale

Il percorso formativo

In Italia attualmente non è presente un corso di studi specifico per chi volesse intraprendere la carriera del Demand Planner. Tuttavia, a chi fosse interessato ad ambire a questa carriera, si consiglia di frequentare un corso di laurea in Ingegneria Gestionale o in Economia e proseguire poi con un corso specialistico e professionalizzante.

La carriera di chi ambisce a questa professione inizia generalmente in azienda, dove verrà affiancato ad un diretto superiore, il Supply Chain Manager, che avrà il compito di guidarlo attraverso le attività riguardanti lo stock dei prodotti, l’analisi del mercato e l’approvvigionamento del magazzino. In base ai risultati conseguiti e alla frequentazione di corsi formativi specifici organizzati dall’azienda in cui opera, potrà avere con il tempo sempre maggiori responsabilità.

Quanto guadagna un Demand Planner?

Lo stipendio medio del Demand Planner si aggira intorno ai 32.000 euro annui lordi. L’oscillazione di paga può variare dai 25.000 euro per un entry level fino ai 42.500 euro per tutti coloro che hanno più esperienza nel settore. 

La variazione di guadagno può essere influenzata da diversi fattori, come ad esempio le dimensioni dell’azienda e del magazzino di articoli da gestire, le precedenti esperienze lavorative del potenziale dipendente e i risultati ottenuti.

BIBLIOGRAFIA


https://www.adamiassociati.com/demand-planner-ruolo-compiti-competenze-guadagno/

[1] Nel corso degli ultimi tempi, sono sempre più le imprese che decidono di affidarsi a sistemi basati sull’Intelligenza Artificiale. Grazie ai progressi in questo settore, infatti, è possibile ottenere un aiuto determinante durante le fasi di approvvigionamento delle scorte, il monitoraggio di ogni singolo reparto e la pianificazione delle attività in modo flessibile ed efficiente. La modalità di apprendimento automatico fornita dall’Intelligenza Artificiale, inoltre, consente di riconoscere, anticipare e prevedere delle possibili flessioni della domanda di mercato. In questo modo, tutte le fasi del processo di pianificazione delle scorte e di gestione dei prezzi risulta molto più rapido, preciso ed intuitivo. 

Difrancescobaldin

Mi chiamo Francesco Baldin, ho una Laurea Specialistica in Economia Aziendale e un Master in Business Administration. Ho esperienza in ambito Amministrazione, Finanza e Controllo e Acquisti. Da Aprile 2018 sono ideatore e amministratore di un blog professionale che ha come obiettivo la condivisione di articoli, opinioni ed esperienze in ambito economico-aziendale.

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Dott. Francesco Baldin - Treviso - IT
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